Nel nostro immaginario collettivo, il cane ideale è quello che scodinzola a ogni passante, gioca con chiunque nell’area cani e si lascia accarezzare sulla testa da perfetti sconosciuti. Se il nostro cane non lo fa, ci sentiamo spesso in colpa o pensiamo che sia “sbagliato”.
La verità è rivoluzionaria: il tuo cane è un individuo, non un prototipo. Proprio come noi umani, ogni cane ha il proprio carattere, le proprie preferenze sociali e, soprattutto, il diritto di veder rispettati i propri spazi.
L’Individualità oltre la Razza
Certo, la genetica conta, ma come insegniamo nell’approccio cognitivo-relazionale, ogni soggetto è un mix unico di genetica, esperienze di vita e personalità. Non possiamo pretendere che un cane timido diventi l’anima della festa, né che un cane riservato ami il contatto fisico forzato.
Le diverse “sfumature” sociali: chi è il tuo cane?
Per capire come relazionarti al meglio con lui, prova a individuare in quale di queste tipologie si ritrova:
Il Selettivo: È un cane che ama profondamente la sua famiglia e pochi amici fidati. Non odia gli altri, semplicemente non gli interessano. Per lui, un approccio troppo diretto da parte di un estraneo è un’invasione di campo.
L’Osservatore: Ha bisogno di tempo. Prima di interagire, deve studiare la situazione da lontano. Se forzato ad avvicinarsi prima di essere pronto, potrebbe reagire con stress o chiusura.
Il Riservato (o “Touch-sensitive”): Sono quei cani che amano stare vicini, ma non amano essere toccati, specialmente sulla testa o da mani sconosciute. Per loro, il contatto fisico è un’intimità che va guadagnata.
Il Sociale “Competente”: È il cane che sa stare con gli altri, ma sa anche dire di no. Non gioca con tutti, ma comunica in modo chiaro le proprie distanze.
Rispettare i “NO” del tuo cane
Rispettare l’individualità significa imparare a leggere i segnali micro-comunicativi: una testa che si scosta, una leccatina veloce al naso, un corpo che si irrigidisce. Sono i “no” del tuo cane.
Se noi ignoriamo questi segnali perché “dobbiamo farlo socializzare”, il cane smetterà di fidarsi della nostra capacità di proteggerlo. Se invece diventiamo i suoi alleati, la sua sicurezza aumenterà esponenzialmente.
Smetti di pretendere, inizia a conoscere
Spesso i problemi comportamentali nascono proprio qui: nel tentativo di forzare un cane ad essere chi non è. Un cane “difficile” è spesso solo un cane non compreso nelle sue caratteristiche individuali.
Il mio lavoro, sia nelle consulenze individuali che nelle Classi di Socializzazione (format ThinkDog), non è quello di “aggiustare” il cane per renderlo socievole con tutti. Il mio obiettivo è:
Aiutarti a decifrare il carattere unico del tuo compagno.
Insegnarti a tutelarlo nel mondo esterno.
Costruire una centratura che gli permetta di stare bene con se stesso, prima ancora che con gli altri.
Se senti che il tuo cane è “diverso” dalla massa, se le situazioni sociali ti mettono ansia perché non sai come gestirlo, o se vuoi semplicemente imparare a rispettare la sua vera natura per farlo vivere meglio, contattami. Non cercheremo di cambiare chi è, ma lavoreremo per renderlo la versione più serena e sicura di se stesso, rispettando ogni sfumatura del suo splendido carattere.
